Ridurre i consumi e le emissioni di CO2 e di altre sostanze che impattano sull’ambiente: sono i due obiettivi principali a cui puntano i sistemi di riscaldamento più innovativi. E tra i benefici più immediati ci sono senza dubbio i tagli sui costi in bolletta.
Scopriamo insieme quali opportunità offre il mercato nel 2025, anche alla luce di alcune misure intraprese a livello europeo come la direttiva Case green che impone il divieto di installazione degli impianti di riscaldamento a combustibili fossili. Lo stop scatterà nel 2040, ma già da ora è buona cosa sapere quali sono le alternative migliori alla caldaia tradizionale, destinata ad andare in soffitta.
Cosa installare al posto della caldaia a gas?
Nuove tecnologie che sfruttano fonti alternative, sistemi di domotica sempre più avanzati con cui gestire il riscaldamento di casa, generatori di calore che rappresentano un investimento a lungo termine in termini di resa ed efficienza: quando si parla di riscaldamento del futuro, si deve guardare al presente perché queste soluzioni sono già disponibili.
Prendiamo in considerazione le pompe di calore. La loro caratteristica principale deriva dalla tecnologia di cui sono dotate e che permette di affidarsi alle fonti energetiche rinnovabili sia per il riscaldamento che per la produzione di acqua calda sanitaria.
- Trasferiscono il calore da una sorgente a bassa temperatura ad una sorgente a temperatura invece più elevata.
- Una pompa di calore ad aria, come suggerisce il termine stesso, sfrutta per esempio la circolazione naturale dell’aria esterna all’abitazione o all’edificio.
- È composta da un’unità esterna e da uno o più split negli ambienti interni.
- Nella stagione invernale, l’aria più fredda esterna viene trasformata in aria calda per gli ambienti interni.
- Nella stagione estiva, al contrario, il ciclo viene invertito in modo da far uscire l’aria calda dagli ambienti interni e immettere aria fresca.
Le pompe di calore rappresentano, a tutti gli effetti, una nuova fase nella categoria dei sistemi innovativi di riscaldamento domestico. Nel presente, però, continuano ad essere molto affidabili anche le caldaie a condensazione.
Per quanto infatti non potranno più essere installate dal 2040, ad oggi raggiungono buoni livelli di efficienza energetica che si traducono in un risparmio sui costi.
La caldaia a condensazione recupera energia dai fumi di scarico e, in questo modo, contribuisce a contenere la produzione di sostanze inquinanti e in particolare di CO2.
Un’altra opzione da valutare è l’impianto di riscaldamento elettrico per evitare del tutto l’uso di gas metano. Comprende il riscaldamento a pavimento nel caso in cui sia l’elettricità a funzionare da termovettore, vale a dire da trasportatore di calore.
Per la produzione di energia elettrica ci si può appoggiare ad un impianto fotovoltaico, mettendo però in conto investimenti importanti per la realizzazione delle opere, oltre che al prezzo della stessa elettricità, sottoposta spesso a oscillazioni di mercato, anche notevoli.
Quale sarà il riscaldamento del futuro?
Le alternative agli impianti di riscaldamento più tradizionali, dunque, non sono un miraggio lontano, ma l’evoluzione di sistemi già avviati e adottabili, come i pannelli fotovoltaici, tra i sistemi di riscaldamento più innovativi ci siano i pannelli solari termici.
Sono senza dubbio una tipologia di riscaldamento eco-friendly che sfrutta l’energia solare, specialmente per la produzione di acqua calda sanitaria.
Un impianto solare termico può essere utilizzato in modo autonomo oppure collegato alle caldaie a condensazione, costituendo un sistema ibrido.
- L’impianto solare è in grado di soddisfare quasi la totalità del fabbisogno di calore per il riscaldamento o per l’acqua calda sanitaria.
- La caldaia a condensazione interviene per assicurare il pieno funzionamento del sistema.
Questa soluzione permette di contenere il consumo di metano e combustibili fossili, limitandolo alla sola fase di riscaldamento o ad una sola parte di questo, dato che rimane il contributo proveniente dall’impianto solare termico.
Se invece volgiamo lo sguardo avanti, tra i sistemi per il riscaldamento domestico del futuro compare la caldaia ibrida a zeolite.
- La zeolite è una pietra minerale porosa che assorbe in modo rapido il vapore acqueo.
- Una caldaia a zeolite dotata di collettore solare funziona con il riscaldamento del fluido al suo interno da parte del sole.
- Il fluido passa attraverso uno scambiatore di calore, grazie ad una pompa di circolazione.
- L’acqua demineralizzata si trasforma in vapore e attiva la zeolite che scalda il fluido.
- A questo punto, il fluido viene indirizzato verso l’impianto di riscaldamento.
In questa tipologia di caldaia viene impiegata una versione sintetica del minerale che offre un rendimento energetico elevato a fronte di basse emissioni di anidride carbonica. Attualmente i prezzi sono piuttosto consistenti e si aggirano sui 15.000 euro e quindi bisogna valutare come si comporterà il mercato con il passare degli anni.
Quali sono gli impianti di microcogenerazione?
Altro sistema già presente nei grandi ambienti come gli ospedali è la micro cogenerazione o microCHP, che può trovare spazio anche negli ambienti domestici.
La cogenerazione indica il processo di produzione in contemporanea di calore ed energia meccanica, trasformata in energia elettrica.
- In ambito domestico, il calore dissipato dal motore a combustibile gassoso è sfruttato per il riscaldamento e per l’acqua calda sanitaria.
- Dallo stesso motore si produce energia elettrica, da destinare alle utenze domestiche.
Le celle a combustione sono la forma più diffusa per la microgenerazione delle case. Le celle trasformano l’idrogeno prodotto per via elettrolitica in elettricità.
Troviamo poi, tra i sistemi di riscaldamento innovativi, le caldaie a biomassa che operano con sostanze che derivano da materiali organici o di origine animale e vegetale come il pellet.
Contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale dei sistemi di riscaldamento perché l’energia proviene da sostanze rinnovabili e dal processo di riciclo dei rifiuti. D’altra parte sono voluminose e dunque richiedono uno spazio sufficiente anche per lo stoccaggio della materia prima.
Qual è il sistema di riscaldamento più economico?
La domanda finale che l’utente si pone nel 2025 resta infine legata al risparmio in bolletta e non deve sorprendere di fronte alle fluttuazioni dei prezzi energetici. Come analizzato in precedenza, i nuovi sistemi di riscaldamento mirano, in modo diverso, a contenere i consumi, ma ad impattare in questo senso è senza dubbio anche la gestione del riscaldamento.
Per quanto infatti possa essere innovativo e all’avanguardia, si corre sempre il rischio di spendere più di quanto si sia preventivato.
Vanno quindi considerati alcuni fattori come la dimensione degli spazi da scaldare piuttosto che la zona geografica, che può essere più o meno mite durante tutto l’anno.
Ecco allora che entrano in campo gli strumenti per una gestione oculata. Sono i dispositivi che compongono un sistema di riscaldamento intelligente come le valvole e i termostati smart.
- Consentono di programmare con facilità l’accensione e lo spegnimento dell’impianto, a seconda delle abitudini di chi abita la casa.
- Permettono di intervenire immediatamente con un semplice click attraverso l’app dello smartphone, specie in caso di imprevisti come un rientro anticipato o in ritardo dal lavoro, da scuola o dalle vacanze.
- La funzionalità è resa ancora più personalizzata dalla geolocalizzazione con cui il programma smart rileva la posizione degli utenti: l’impianto si attiva più sono vicini e si spegne al loro allontanamento.
- I sensori di cui sono dotate le termovalvole smart rilevano l’eventuale presenza di una finestra aperta e in questo modo il riscaldamento è temporaneamente sospeso nella stanza interessata.
- La funzione Multizona è un altro valore aggiunto per impostare temperature diverse per ogni spazio, a seconda del loro utilizzo, sia da remoto che mentre si è a casa.
Il futuro è già a portata di mano nel 2025.